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La natura si riprende i suoi spazi.

Pubblicato il 28 Aprile 2020

Uno dei fenomeni che ha suscitato più gioia e stupore, in questi giorni di isolamento a causa dell’emergenza sanitaria, è stato il farsi avanti della Natura.

Urbanizzazione feroce, consumismo sfrenato con conseguente aumento dei rifiuti, sfruttamento insensato delle risorse, sono tutte azioni che noi umani perpetriamo da decenni, pensando che la Natura si rinnoverà, che ci sarà tempo per rimediare.

Purtroppo non è così e soprattutto nell’ultimo periodo abbiamo iniziato a rendercene conto.

Da quando è iniziata la pandemia e, dunque,  il nostro confinamento, la rete è stata invasa da fotografie e filmati che ritraggono animali selvatici che gironzolano negli ambienti urbani. Una sorta di “rinaturalizzazione” degli spazi altrimenti preclusi.

I fenomeni sono tanti e molteplici: i delfini nei canali di Venezia, gli uccelli acquatici che nidificano sulle rive del Tevere, i cinghiali davanti alla stazione di Brignole di Genova e i cervi che si fanno strada nei paesini di montagna in Lombardia e nel Veneto.

Abbiamo poi l’anatra con i suoi anatroccoli al seguito che zampettano per il centro di Torino ed il lupo che si aggira per le vie di Venaus o di Sesto Fiorentino.

Ma non è tutto.. poco più di due settimane fa, il 10 Aprile, si è inoltre verificato il primo avvistamento di orche nello Stretto di Messina.

E così, come il mondo animale rivendica parte di ciò che era suo, anche il “verde” si riprende i suoi spazi ed i fili d’erba tra i “san pietrini” di Roma ne sono il perfetto esempio: dappertutto sui marciapiedi dilagano le piante pioniere non più disturbate dal viavai umano.

Sembra quasi una sfida, una riappropriazione di qualcosa che c’era e che non c’è più ma che potrebbe tornare ad esserci. Ricordiamoci che se l’uomo abbandonasse una città per qualche decennio la ritroveremmo completamente trasformata, con piante e animali in ogni dove.

Si tratta di scene straordinarie che dovrebbero far riflettere: alla fine questo pianeta non è soltanto il nostro.

Questo fenomeno rappresenta un messaggio di speranza per il futuro. Ci auguriamo che tutto ciò possa lasciare in noi qualche insegnamento di rispetto e cura nei confronti dell’ambiente.. insegnamento che dovremo mettere in pratica una volta che saremo ritornati ad abitare gli spazi al di fuori delle mura di casa.

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